L’Avana, 30 mar (PL) “Oltre 25 mila persone affettate dall’esplosione della centrale nucleare di Chernobil sono state curate fino ad oggi a Cuba”, ha informato il direttore del programma medico corrispondente, dottore Julio Medina. “La maggioranza dei pazienti trattati sono stati bambini provenienti dalla Moldova, dalla Bielorussia e dall’Ucraina”, ha spiegato Medina, nel compiersi 20 anni del progetto concepito dal leader della Rivoluzione, Fidel Castro.
“Con un carattere umanitario e gratuito, il programma è basato sull’asistenza medica integrale, ed include riabilitazione psicologica, alimentazione balanciata, attività culturali”, ha affermato lo specialista, che ha risaltato inoltre la presenza della donna come forza importante nello sviluppo di questo programma. 
Medina ha ricordato che i primi pazienti accolti soffrivano per lo più di affezioni oncoematologiche provocate dalla radiazione, ma sono stati anche assistiti individui con problemi diversi, come tiroide, affezioni endocrine, digestive, ortopediche.
“Tutte le malattie di cui soffre la persona sono trattate, con un alto livello di risoluzione ed un grande impatto nella salute degli individui”, ha indicato.
“Durante 20 anni, persino nelle condizioni economiche più difficili, Cuba ha finanziato e mantenuto l’asistenza specializzata. In quel periodo, si sono eseguiti sei trapianti di midollo osseo, due di rene e 14 chirurgie cardiovascolari, tra altri molti trattamenti”, ha segnalato Medina.
Nell’alba del 26 aprile 1986, un’esplosione del quarto reattore dell’impianto di Chernobil, in Ucraina, ha sparso all’atmosfera circa 200 tonnellate di materiale nucleare con una radioattività di 50 milioni di curii.
Quattro anni più tardi, il 29 marzo 1990, sono arrivati alla nazione cubana i primi 137 pazienti.