{"id":635,"date":"2010-05-30T18:22:17","date_gmt":"2010-05-30T18:22:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.codru.org\/?p=635"},"modified":"2010-05-30T18:22:17","modified_gmt":"2010-05-30T18:22:17","slug":"romeni-in-italia-tra-indifferenza-e-razzismo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.codru.org\/?p=635","title":{"rendered":"Romeni in Italia, tra indifferenza e razzismo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sono i nuovi cittadini europei. Poco integrati, molto operosi e del  tutto ignari dei loro diritti. Come racconta il libro di Guido Melis e  Alina Haraja.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-634\" src=\"http:\/\/www.codru.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/rumeni-italia-libro.jpg\" border=\"0\" hspace=\"10\" vspace=\"10\" align=\"right\" width=\"200\" height=\"271\" \/> Nonostante dal gennaio del 2007 siano diventati cittadini europei i romeni hanno gli stessi problemi di quando erano solo immigrati brutti, sporchi e cattivi: anzi, pi\u00f9 cattivi degli altri. La comunit\u00e0 pi\u00f9 importante, per diffusione sul territorio, forza economica, coesione sociale e numeri \u00e8 una comunit\u00e0 di cui non si parla mai, e i cui diritti sono ancora monchi. <\/p>\n<p>  Di questa vita a met\u00e0 strada tra l&#8217;indifferenza, la xenofobia e la legge parla il libro &#8220;<strong>Romeni, la minoranza decisiva per l&#8217;Italia di domani<\/strong>&#8221; (ed. Rubbettino) presentato alla Camera dei Deputati dall&#8217;onorevole Gianfranco Fini, dal sociologo Luigi Manconi e da Giuliano Amato e Giuseppe Pisanu. Il libro, scritto dal deputato del Pd Guido Melis e dalla corrispondente per l&#8217;Italia del canale news <em>Realitatea Tv<\/em> Alina Haraja, \u00e8 dichiaratamente partigiano ma fitto al tempo stesso di dati e statistiche ufficiali. Per ragionare in un paese in cui si sragiona spesso. Soprattutto sui romeni. &#8220;Dalle nostre parti le uniche bestie sono gli immigrati romeni. Loro hanno lo stupro nel sangue&#8221; disse il sindaco di Montalto di Castro del Pd, Salvatore Carai.  <\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p>  Di offese, ingiustizie, denunce ad Amnesty International, incontri tra ambasciatori e scandali mediatici \u00e8 pieno questo rapporto informale sui faticosi ultimi dieci anni dei romeni italiani. Ma soprattutto \u00e8 fitto di paradossi. I paradossi sono interessanti, e il cambiamento del clima politico (la presenza del presidente della Camera alla presentazione del libro dice da sola molte cose) e l&#8217;entrata la Romania nella Comunit\u00e0 Europea non hanno migliorato le cose. <\/p>\n<p>  <strong>Nonostante in dieci anni i romeni siano passati da 80.000 a 800 mila residenti regolari non hanno ancora nessuna rappresentanza politica locale,<\/strong> non uno a Torino o a Roma: eppure un torinese su dieci \u00e8 romeno, un romano su dieci \u00e8 romeno. Non c&#8217;\u00e8 un solo centro culturale sostenuto dalle amministrazioni o dal ministero con le deleghe sociali in nessuna citt\u00e0. &#8220;Paradossalmente i romeni italiani sono i meno informati del loro nuovo status, dei loro diritti&#8221; racconta Alina Haria&#8221; e anche dopo il 2007 le cose sono peggiorate, nonostante le proteste del partito dei romeni, gli incontri ufficiali, il famoso spot tv &#8216;Piacere di conoscerti&#8217;, e le costanti pressioni dell&#8217;Ambasciata stessa&#8221;. Tanto che seguendo le raccomandazione per un&#8217;informazione non razzista, firmate dai giornalisti italiani nel 1996 e il codice di deontologia professionale, la giornalista Miruna Cajvaneanu, presenta un dossier per Amnesty International: &#8220;l&#8217;orda romena, di stupratori, assassini e galeotti non esiste, \u00e8 un invenzione dei media. Ma i suoi effetti continuano, le buone notizie non vengono mai pubblicate, non ci sono nemmeno libri in libreria che raccontino i nostri scrittori, il nostro paese: \u00e8 una situazione incredibile&#8221; dice Haraj. <\/p>\n<p>  <strong>La politica pare ignorare la sociologia ma anche la statistica<\/strong>. Eppure sono il 18% dei residenti, lavoranti, paganti tasse, degli stranieri che hanno scelto l&#8217;Italia come seconda patria: il 9% di loro ha una casa di propriet\u00e0, il 13% delle donne ha messo su famiglia con un italiano: il 2% degli uomini con una italiana. Nelle scuole italiane uno studente su 6 \u00e8 rumeno, sono terzi tra i &#8216;cittadini non italiani&#8217; iscritti all&#8217;universit\u00e0, sono poco sindacalizzati anche se scolarizzati. Quasi il 60% degli incidenti di lavoro, secondo i dati Inail, li riguarda: e tristemente dopo essere diventati europei la percentuali di incidenti sul lavoro si \u00e8 triplicata, a riprova dello stato di vessazione, paura e ricatto con i quali i pi\u00f9 lavorano nei cantieri. Sono tristemente in cima anche alla classifica per le morti bianche. Hanno una trentina di chiese ortodosse, prestate loro da associazioni o dalla stessa Chiesa Cattolica, e un Vicariato nuovo di zecca. Ventimila aziende con un titolare romeno sono registrate alla Camera di Commercio, ventimila imprese italiane sono insediate in Romania. Il 70% degli occupati sono laureati o diplomati, e chi lavora lavora regolarmente, e quasi in regola: 2 milioni e mezzo di euro sono il contributo che danno al Pil del paese dove abitano.<\/p>\n<p align=\"right\"><em><font face=\"courier new,courier\">[\u00a0 espresso.repubblica.it ]<\/font><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono i nuovi cittadini europei. Poco integrati, molto operosi e del tutto ignari dei loro diritti. Come racconta il libro di Guido Melis e Alina Haraja. 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