{"id":544,"date":"2010-04-22T22:34:19","date_gmt":"2010-04-22T22:34:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.codru.org\/?p=544"},"modified":"2010-04-22T22:34:19","modified_gmt":"2010-04-22T22:34:19","slug":"computer-liberi-firmiamo-per-open-source","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.codru.org\/?p=544","title":{"rendered":"Computer liberi, firmiamo per l&#8217;open source"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-543\" src=\"http:\/\/www.codru.org\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/open-source.jpg\" border=\"0\" align=\"right\" width=\"150\" height=\"127\" \/>Come stuzzicare l&#8217;interesse per un nuovo sistema operativo, quando il pc, notebook, netbook, si trovano sugli scaffali gi\u00e0 pronti con il nuovo windows 7? Impresa ardua se non impossibile.<br \/>Per questo, vedete campeggiare in cima al blog un banner che invita a firmare una petizione in favore della liberalizzazione nel campo del software cio\u00e8 cercare di fare una legge che contenga questi 3 punti:<\/p>\n<p>1) Nella vendita di personal computer il prezzo dell&#8217;hardware deve essere riportato con voce distinta rispetto al prezzo della licenza d&#8217;uso del software eventualmente in dotazione.<\/p>\n<p>2) E&#8217; consentito all&#8217;utente di rinunciare all&#8217;acquisto della licenza per il software e pagare solamente il prezzo dell&#8217;hardware.<\/p>\n<p>3) Il prezzo indicato per la licenza d&#8217;uso del software deve essere realistico.<\/p>\n<p>Se pensate che ci\u00f2 sia giusto e attuabile firmate la PETIZIONE.<br \/>gi\u00e0 pi\u00f9 di 100.000 persone hanno firmato!<br \/>Anche questa \u00e8 una libert\u00e0 non credete?<\/p>\n<p>P.S. esistono gi\u00e0 negozi che vendono i PC senza sistema operativo.<br \/>io per esempio l&#8217;ho comprato cos\u00ec e ovvio che bisognerebbe estendere il tutto ai supermercati, faremmo in questo modo una scelta senza obblighi. I soldi sono nostri!!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p> <!--more--> <\/p>\n<p> On. Ministro Bersani, <\/p>\n<p> per il tramite: <br \/> Capo di Gabinetto: Egr. Dott. Goffredo Zaccardi <br \/> e Vice Capo di Gabinetto: Egr. Dott.ssa Simonetta Moleti <\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p> Vi scrivo in merito ad una liberalizzazione che potrebbe dare una forte spinta all&#8217;economia del nostro paese. <\/p>\n<p> Dal punto di vista del software per elaboratori elettronici l&#8217;Italia ha grandi potenzialit\u00e0 che non pu\u00f2 sfruttare perch\u00e9 il mercato \u00e8 dominato da operatori stranieri. Il problema fondamentale \u00e8 che vi sono posizioni dominanti che vincolano le scelte degli utenti. <\/p>\n<p> Quello che chiedo \u00e8 di intervenire per consentire agli utenti la scelta, chiedo di aprire il mercato in modo particolare per le PMI e per i  singoli cittadini. <\/p>\n<p> Oggi non \u00e8 di fatto possibile per un normale utente acquistare un elaboratore personale se non con il sistema operativo preinstallato di  una marca ben determinata. E&#8217; sufficiente entrare in un qualsiasi negozio o supermercato o leggere  le pubblicit\u00e0 per notare che nel settore non vi \u00e8 concorrenza (perch\u00e9 i cittadini hanno di fatto un obbligo di acquisto congiunto). <\/p>\n<p> La mia proposta di liberalizzazione \u00e8 semplice, potrebbe essere  riportata in questo modo (sono un informatico, per cui mi scuso in anticipo dei termini impropri dal punto di vista giuridico). <\/p>\n<p> 1) Nella vendita di personal computer il prezzo dell&#8217;hardware deve  essere riportato con voce distinta rispetto al prezzo della licenza d&#8217;uso del software eventualmente in dotazione. <\/p>\n<p> 2) E&#8217; consentito all&#8217;utente di rinunciare all&#8217;acquisto della licenza per  il  software e pagare solamente il prezzo dell&#8217;hardware. <\/p>\n<p> 3) E&#8217; consentito altres\u00ec a sole aziende che costruiscono o assemblano computer (non a privati) l&#8217;acquisizione della sola licenza d&#8217;uso al  prezzo indicato per la licenza stessa in offerte pubbliche al pi\u00f9 incrementato  del 30% e per un numero minimo di 30 copie o comunque di 30 volte il  quantitativo offerto se si tratta di offerte per la vendita congiunta di   pi\u00f9 elaboratori corredati di software. <\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p> Il punto 1 afferma che se un consumatore vuole usare un sistema  operativo o programmi applicativi diversi da quelli in dotazione ne ha la  possibilit\u00e0. <\/p>\n<p> Se \u00e8 vero oggi che la maggior parte degli utilizzatori desiderano utilizzare ci\u00f2 che viene fornito (magari solo perch\u00e9 non conoscono l&#8217;esistenza di alternative) \u00e8 altres\u00ec non consentito agli altri di non  pagare  per la licenza di un software per loro inutile. Dal punto di vista tecnico il meccanismo di realizzazione potrebbe  essere molto semplice. Chi vuole vendere macchine con software preinstallato pone nella  confezione una busta chiusa con il codice di attivazione, l&#8217;utente che restituisce  la busta chiusa non pu\u00f2 tecnicamente usare il software preinstallato e non paga il prezzo della licenza relativa come dice il punto 2. <\/p>\n<p> Il punto 3 \u00e8 un punto di garanzia. Serve per fare in modo che non  vengano indicati importi irrisori o addirittura nulli per il prezzo della licenza del software di fatto reintroducendo l&#8217;acquisto congiunto  dell&#8217;hardware e della licenza d&#8217;uso del software. <\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p> Perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 bisogno di questa norma: <\/p>\n<ul>\n<li> perch\u00e9 le aziende che costruiscono elaboratori sono di fatto  obbligate da Microsoft (diciamo nome e cognome del responsabile) a vendere solo  macchine con sistema operativo preinstallato.  La posizione dominante del mercato fa in modo che il prezzo di acquisto  della licenza del sistema operativo da vendere preinstallato possa  variare  in funzione della libert\u00e0 data agli acquirenti. In pratica la ditta X che vuole vendere macchine con Windows e Linux pu\u00f2 vedersi rincarato il prezzo che paga alla Microsoft per la licenza di Windows. Questo pu\u00f2 rendere i prodotti di X meno competitivi sul mercato   per la maggior parte degli utenti. <\/li>\n<li> perch\u00e9 questa situazione provoca l&#8217;effetto &#8220;rete&#8221;, i cittadini non conoscono la possibilit\u00e0 di alternative, nei punti vendita non \u00e8 consentita loro la scelta. Una volta che sono stati obbligati  all&#8217;acquisto della licenza \u00e8 difficile che provino strumenti alternativi.<\/li>\n<li> perch\u00e9 in questo momento la Microsoft sta lanciando Vista. Vista pu\u00f2 avere qualche funzionalit\u00e0 aggiuntiva (la maggior parte delle  &#8220;innovazioni&#8221; sono solo di natura estetica, la totalit\u00e0 delle &#8220;innovazioni&#8221; sono gi\u00e0 presenti in altri sistemi operativi) ma coster\u00e0  allo Stato, alle Aziende e ai cittadini tantissimo.  Le versioni della licenza d&#8217;uso oggi hanno prezzi che variano da 150 a  400 euro al pubblico e obbligheranno ad aggiornare l&#8217;hardware. Usiamo oggi per scrivere documenti e posta elettronica macchine che  hanno potenzialit\u00e0 spaventose, e i costi sono stati forzosamente gonfiati di conseguenza.  Una stima di costo di 400 euro per ogni personal computer nei prossimi  tre anni penso che sia una stima prudenziale. Se viene moltiplicato per  il numero di personal computer presenti in Italia viene una cifra  imponente,  quasi una finanziaria! Una norma come quella proposta consente una scelta, non obbliga nessuno a usare Windows, Linux, MacOSX o altro, aumenta la concorrenza in questo campo in modo coerente a quanto questo Governo ha giustamente fatto per  altri campi. Chi vuole Vista continuer\u00e0 a farlo (non sar\u00f2 mai io a proporre limitazioni ad alcuno) ma parimenti chi vorr\u00e0 non usarlo o vorr\u00e0 pensare a strumenti software alternativi con modelli economici diversi, potr\u00e0  farlo.<\/li>\n<li> Sicuramente i fornitori del software (come Microsoft) obietteranno  che una norma come quella proposta &#8220;incrementa la Pirateria&#8221;. Se la chiave di attivazione \u00e8 ben strutturata non ci sono rischi di copie abusive superiori a quelli attuali. Ma l&#8217;acquisto dell&#8217;hardware e la licenza di utilizzo del software sono contratti separati e di natura completamente diversa. Sarebbe come chiedere che per evitare la copia abusiva delle canzoni, ad ogni lettore CD fosse abbinata la vendita di tutti i CD prodotti negli ultimi anni. Con i lettori CD la concorrenza farebbe la sua parte, nessuna casa discografica controlla la quasi totalit\u00e0 del mercato. Microsoft in questo esempio \u00e8 come una casa discografica che possedesse  la quasi totalit\u00e0 del mercato, i produttori di lettori di CD per non  scontentare la casa discografica sarebbero disposti a tutto, temerebbero di non avere accesso in futuro alle protezioni per riprodurre  i CD del quasi-monopolista.<\/li>\n<li> L&#8217;investimento in software preinstallato di grandi multinazionali impoverisce il nostro paese. La conoscenza su tali prodotti proprietari chiusi \u00e8 limitata all&#8217;azienda costruttrice del programma e il paese \u00e8 sempre pi\u00f9 vincolato alle scelte (e alle tasse occulte imposte) della  azienda. Penso che molti dei forzati all&#8217;acquisto di Vista resterebbero  volentieri ai sistemi attuali, ma l&#8217;azienda smetter\u00e0 di fornire aggiornamenti obbligando di fatto tutti al cambiamento. Strumenti alternativi farebbero crescere aziende ad alta  specializzazione Italiane nel campo del software con conseguente ritorno fiscale e  aumento del livello di know how locale e di competitivit\u00e0  internazionale.<\/li>\n<\/ul>\n<p> Ringrazio per l&#8217;attenzione e mi dichiaro fin d&#8217;ora disponibile a ogni approfondimento che Lei Ministro o i suoi Consiglieri riterrete  necessario. <\/p>\n<p> Renzo Davoli <br \/> Professore di Informatica <br \/> Docente di Sistemi Operativi, Universit\u00e0 di Bologna <br \/> Direttore Scientifico del Master in Tecnologia del Software Libero e  Open Source <\/p>\n<p> Bologna, 12 febbraio 2007 <\/p>\n<hr \/>\n<p> A seguito della lettera il giorno 9 marzo 2007 ho incontrato il  consigliere dott. Zaccanti. <\/p>\n<hr \/>\n<p> Osservazioni e Approfondimenti relative alla proposta a seguito dell&#8217;incontro con il dott. Zaccardi. <\/p>\n<p> Punti a favore della norma: <\/p>\n<ul>\n<li> competitivit\u00e0: l&#8217;Italia \u00e8 all&#8217;avanguardia nella innovazione nel  campo del software libero (Siamo quarti nel mondo per numero assoluto di sviluppatori, abbiamo una densit\u00e0 di sviluppatori di software libero\/open source per abitante quattro volte superiore agli Stati  Uniti). Questa norma valorizzerebbe questo primato italiano. (fonte http:\/\/www.infonomics.nl\/FLOSS\/report\/) A lungo termine pu\u00f2 portare a minori costi strutturali per  l&#8217;elaborazione automatica dei dati per tutti, imprese, enti pubblici e cittadini.<\/li>\n<li> esempio a livello europeo: questa norma potrebbe essere di esempio  agli altri paesi dell&#8217;Unione. Grande attenzione a livello Europeo \u00e8 posta sul campo del software libero e sulla predominanza del mercato di Microsoft. Nel primo caso si pu\u00f2 vedere la creazione dell&#8217;Osservatorio per il Software Open Source da parte del Ministero dell&#8217;Industria Francese (diretto da un italiano residente in Francia: Roberto di Cosmo). (http:\/\/www.techworld.com\/opsys\/news\/index.cfm?newsid=7508) Per le preoccupazioni relative alla libert\u00e0 del mercato si vedano i numerosi pronunciamenti e ricorsi dell&#8217;antitrust europea. La norma potrebbe anche incrementare l&#8217;export delle ditte di E-commerce italiane. Se gli altri stati dell&#8217;Unione non fanno una norma simile chi all&#8217;estero vuole utilizzare software libero\/open source troverebbe conveniente acquistare da aziende italiane le macchine che non pu\u00f2  acquistare senza sistema operativo nel mercato locale.<\/li>\n<li> coerenza con richieste pressanti: in rete possono essere reperite numerosi interventi sull&#8217;annuosa questione della restituzione del prezzo della licenza del sistema operativo. Di fatto questa norma contrattuale prevista da Microsoft \u00e8 inapplicabile perch\u00e9 fa riferimento a un prezzo non indicato. Si veda il caso di Paolo Attivissimo (http:\/\/www.attivissimo.net\/rimborso_windows\/istruzioni.htm)  che \u00e8 riuscito dopo lunghe peripezie ad avere una donazione di hardware di importo corrispondente  al software. Non \u00e8 stato restituito il denaro e questo sembra essere stato il modo elegante per l&#8217;azienda produttrice dell&#8217;hardware di cedere all&#8217;insistenza del dott. Attivissimo, facendo una donazione liberale  *senza* revocare la licenza e scontentare quindi Microsoft. Oggi alcune aziende pur di non scontentare Microsoft hanno addirittura rinunciato alla vendita anche dell&#8217;hardware se non viene accettata la licenza d&#8217;uso del software, limitando cos\u00ec la scelta a chi vuole usare altri tipi di software (oppure obbligando al pagamento della tassa pro-Microsoft). <br \/> Si veda anche il ricorso dell&#8217;ADUC all&#8217;antitrust (http:\/\/www.aduc.it\/dyn\/documenti\/docu_mostra.php?id=126588) e relativa risposta (http:\/\/www.aduc.it\/dyn\/comunicati\/comu_mostra.php?id=152591). In questo documento l&#8217;antitrust afferma che c&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 di acquisire i computer senza sistema operativo. La norma proposta non  farebbe che sare piena attuazione alla sentenza. La ditta DELL ha messo recentemente un rete un sito per raccogliere le richieste dei clienti sui prodotti. In quindici giorni pi\u00f9 di centomila persone hanno chiesto di poter avere Linux preinstallato o nessun sistema operativo (http:\/\/www.dellideastorm.com\/popular\/). <br \/> La ditta DELL \u00e8 anche stata portata quale esempio in un recente  seminario dal dott. Boccadamo della Microsoft (dibattito Davoli\/Boccadamo su  &#8220;Quale  software per l&#8217;Ateneo di Bologna&#8221;, 22 febbraio 2007) presto dovrebbe  essere  trasmesso da Arcoiris TV, via rete e satellite (www.arcoiris.tv). Egli ha affermato che la DELL vende macchine prive di sistema operativo,  e ci\u00f2 \u00e8 parzialmente vero: peccato che lo faccia solo per alcuni modelli, con alcune tipologie di clienti e solo tramite specifici canali commerciali, di fatto escludendo i normali cittadini. (fonte: si pu\u00f2 verificare direttamente dal sito di E-commerce della DELL: www.dell.it,  tra l&#8217;altro pochi minuti fa un operatore della Dell mi ha detto che il  prezzo  per i privati non cambia&#8230;. \u00e8 quindi come il caso di Attivissimo, la tassa Microsoft viene pagata in ogni caso). <\/li>\n<\/ul>\n<p> Valenza politica del provvedimento: <\/p>\n<p> Questo provvedimento non prevede alcuna spesa a carico dello Stato e riceverebbe il plauso immediato della comunit\u00e0 degli sviluppatori di software libero\/open source e delle Aziende correlate. Non dovrebbe portare ad alcun aggravio di spesa per gli utenti che liberamente decidono di mantenere il sistema Windows. E&#8217; irreale pensare che l&#8217;inserimento di una busta o di un codice nella confezione comporti  una variazione sostanziale al prezzo. <\/p>\n<p> Nota: <br \/> l&#8217;incremento al prezzo del 30% indicato nella proposta per la vendita  del software separata dall&#8217;hardware per i costruttori e assemblatori di  hardware \u00e8 puramente indicativo. La misura del 30% dovrebbe scoraggiare da un lato l&#8217;indicazione di  prezzi irreali, dall&#8217;altro scoraggiare l&#8217;uso di questa possibilit\u00e0 potendo  avere condizioni migliori tramite contrattazione diretta invece che  acquistando da un concorrente. <\/p>\n<p> Renzo Davoli ha 43 anni. E&#8217; professore universitario a tempo pieno  (quindi lavora esclusivamente per lo Stato e per il proprio Ateneo). Insegna Sistemi Operativi al Corso di Studi in Informatica e  Progettazione di Sistemi Virtuali alla laurea Specialistica in Informatica. In passato ha insegnato Architettura degli Elaboratori, Linguaggi di Programmazione, Tecniche Speciali di Elaborazione, Sicurezza. I Sistemi Virtuali sono il suo attuale interesse di ricerca. E&#8217; autore di numerosi articoli scientifici in riviste e conferenze internazionali, ha partecipato e partecipa come revisore per riviste e conferenze. <br \/> E&#8217; autore di molti programmi innovativi distributi con licenza libera  nelle distribuzioni di software libero (Linux, FreeBSD etc.). E&#8217; il direttore scientifico del Master in Tecnologia del Software Libero  e Open Source dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna. <br \/> E&#8217; stato il direttore generale della conferenza mondiale di didattica dell&#8217;informatica denominata &#8220;Innovation and Technology in Computer  Science Education (ITiCSE06)&#8221; organizzata a Bologna nel giugno 2006 dalla maggiore societ\u00e0 scientifica di Informatica: la ACM (Association  for Computer Machinery) di New York. La conferenza riun\u00ec pi\u00f9 di 230 docenti di informatica di pi\u00f9 di 30 nazionalit\u00e0 diverse. <br \/> E&#8217; consulente tecnico del tribunale di Bologna in materia di Crimini Informatici. <br \/> Come impegno civile divulga la cultura del software libero tramite  scritti e seminari (che svolge gratuitamente dietro il mero rimborso delle spese  di viaggio). <\/p>\n<p> Lettera spedita il 12 Mar 2007 per posta elettronica. Verificata  telefonicamente la ricezione.  <br \/> Verbatim Copying. 2007. Renzo Davoli. <\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come stuzzicare l&#8217;interesse per un nuovo sistema operativo, quando il pc, notebook, netbook, si trovano sugli scaffali gi\u00e0 pronti con il nuovo windows 7? 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