{"id":1184,"date":"2011-04-11T08:16:02","date_gmt":"2011-04-11T08:16:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.codru.org\/?p=1184"},"modified":"2011-04-11T08:16:02","modified_gmt":"2011-04-11T08:16:02","slug":"dati-statistiche-dei-lavoratori-stranieri-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.codru.org\/?p=1184","title":{"rendered":"Dati statistiche dei lavoratori stranieri in Italia"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0\u00a0 <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-1131\" src=\"http:\/\/www.codru.org\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/stranieri_in_italia.jpg\" border=\"0\" hspace=\"10\" vspace=\"10\" align=\"right\" width=\"200\" height=\"150\" \/>Gli <strong>stranieri che lavorano<\/strong> in Italia sono oltre due milioni. Di questi il 60,7% si trova al Nord, il 26,7% ha un lavoro al Centro e solo il 12,6% risulta occupato al Sud. Lo scenario delineato dall\u2032Istat sulle forze lavoro straniere divide nuovamente in due distinte parti il Paese. I dati fanno riferimento all\u2032ultimo trimestre del 2010 e di certo non riescono a catturare in modo completo il mondo del sommerso, ma fanno luce sulla collocazione di grossa parte dei lavoratori senza passaporto italiano. Le principali osservazioni ricavabili dall\u2032indagine statistica forniscono, infatti, un ampio identikit del fenomeno analizzato. La stragrande parte dei lavoratori stranieri sono dipendenti e quasi uno su sei, il 16%, \u00e8 precario, una quota superiore a quella nazionale, come anche il numero di chi ha un lavoro part-time, il 22,2%, \u00e8 maggiore rispetto al dato medio italiano.<\/p>\n<p> <!--more--> \u00a0\u00a0\u00a0 Siamo di fronte, quindi, a occupazioni meno \u2032radicate\u2032, sebbene il livello di istruzione di chi trova lavoro in Italia non sia cos\u00ec basso, visto che pi\u00f9 della met\u00e0 di essi, il 56%, \u00e8 in possesso di un diploma o di una laurea. Nei dettagli, il 45,3% vanta la maturit\u00e0, il 10,7% un certificato accademico (laurea o post-laurea), il 33,4% ha la sola licenza media e il 10,6% appena quella elementare. Passando ai settori d\u2032attivit\u00e0, la maggior parte, il 59,6%, risulta impiegata nei servizi, il 36% nell\u2032industria, e solo una piccola quota, il 4,3% ha posto nell\u2032agricoltura. Ma in quest\u2032ultima l\u2032incidenza del sommerso fa la differenza. In merito alla professione svolta, risalta l\u2032alta percentuale di personale non qualificato, 39,2%, mentre \u00e8 estremamente ridotto, 1%, il numero di chi fa l\u2032imprenditore o \u00e8 dirigente. Tutto ci\u00f2, fanno notare dall\u2032istituto di statistica, in un periodo in cui il numero di stranieri che \u00e8 occupato in Italia aumenta, le loro fila, dal quarto trimestre del 2009 allo stesso periodo del 2010, si sono allargate di 179.000 unit\u00e0, e il tasso di disoccupazione, anche se in leggero calo, rimane altissimo e maggiore di quello riferito ai cittadini italiani.<br \/>\u00a0\u00a0 \u00a0Cresce, per\u00f2, dal 26,7% al 29,2%, la quota degli stranieri inattivi, di coloro, cio\u00e8, che n\u00e9 hanno un lavoro e n\u00e9 lo cercano. Per l\u2032Istat si tratta di un livello inferiore a quello complessivo ma che probabilmente indica che, con la crisi, anche tra chi non \u00e8 cittadino italiano si sono manifestati fenomeni di scoraggiamento. Le dinamiche che hanno attraversato il mondo del lavoro nel Paese, dunque, si ripercuotono anche sui lavoratori stranieri.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"right\"><font face=\"courier new,courier\"><em>Marco Notari<\/em><\/font> <\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Gli stranieri che lavorano in Italia sono oltre due milioni. Di questi il 60,7% si trova al Nord, il 26,7% ha un lavoro al Centro e solo il 12,6% risulta occupato al Sud. Lo scenario delineato dall\u2032Istat sulle forze lavoro straniere divide nuovamente in due distinte parti il Paese. 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