{"id":1122,"date":"2011-02-25T23:07:32","date_gmt":"2011-02-25T23:07:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.codru.org\/?p=1122"},"modified":"2011-02-25T23:07:32","modified_gmt":"2011-02-25T23:07:32","slug":"test-di-italiano-per-immigrati-a-reggio-emilia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.codru.org\/?p=1122","title":{"rendered":"Test di italiano per immigrati  a Reggio Emilia"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0 <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-757\" src=\"http:\/\/www.codru.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/immigrati.jpg\" border=\"0\" hspace=\"10\" width=\"207\" height=\"163\" align=\"left\" \/> Mercoledi mattina si sono svolti al CTP di Reggio Emilia i primi test di italiano per cittadini extracomunitari che richiedono il permesso di soggiorno Ce di lungo periodo (ex Carta di soggiorno). Il superamento della prova, insieme ad una serie di altri requisiti, \u00e8 diventato dal 9 dicembre scorso un elemento essenziale per trasformare il permesso di soggiorno temporaneo in un permesso a tempo indeterminato. Un titolo di soggiorno che garantisce una serie di diritti e tutele rispetto al permesso di soggiorno di breve durata come quello, una volta ottenuto il permesso di soggiorno Ce, di non dover pi\u00f9 dimostrare di avere un lavoro per poter soggiornare nel territorio italiano. <\/p>\n<p> <!--more--> Durante lo svolgimento dell\u2019esame si \u00e8 svolto un sit \u2013in di protesta organizzato dall\u2019associazione Citt\u00e0 Migrante, dall\u2019associazione Passaparola, dal gruppo di Emergency di Reggio Emilia, dai Cobas scuola di Reggio Emilia e da Pollicino Gnus per dire : Noi non siamo d\u2019accordo che la lingua da diritto sia trasformata in ricatto. Molti gli slogan della giornata: \u201cgiudicare non \u00e8 integrare\u201d, \u201clo stato smantella le scuole poi obbliga agli esami\u201d, \u201ca scuola nessuno \u00e8 clandestino\u201d, \u201cla lingua non \u00e8 una barriera ma un diritto\u201d, \u201cdiritto di soggiorno per tutti\u201d, \u201cil ricatto non aiuta l\u2019apprendimento\u201d. Noi come scuola di italiano per migranti &#8211; afferma Giovanna Soliani, insegnante presso l\u2019associazione Citt\u00e0 Migrante- siamo molto preoccupati da questa norma che \u00e8 stata imposta. Non siamo d\u2019accordo con il decreto per una serie di motivi: innanzitutto pensiamo che la lingua italiana sia un diritto da garantire a tutti, invece l\u2019obbligo del superamento del test trasforma la lingua in un fattore di possibile esclusione. Infatti, conoscendo i nostri studenti,ben sappiamo che per una certa fascia di persone il superamento di un test come questo \u00e8 molto difficile, nel senso che la prova \u00e8 pensata per persone alfabetizzate.<br \/>Inoltre le persone di origine cinese, che parlano una lingua non alfabetica,hanno sicuramente notevoli difficolt\u00e0 ad affrontare il test.<br \/>\u00a0\u00a0 \u00a0Al presidio hanno partecipato anche alcuni migranti esprimendo la loro contrariet\u00e0 al test:<br \/>Ci sono persone non pi\u00f9 tanto giovani, ma anche alcune giovani che non hanno studiato. E\u2019 gente che abitava in campagna o in montagna. Da noi solo chi abita nelle grandi citt\u00e0 pu\u00f2 studiare ma per gli altri non sempre \u00e8 possibile. Quindi non sarebbero in grado di superare l\u2019esame -dice Aisha. Continua Omar:Anch\u2019io conosco persone che non sono mai andate a scuola, che hanno tanti problemi qua anche con il lavoro.<br \/>Ci sono persone che lavorano e hanno problemi ad andare a scuola, per via dell\u2019orario. Credo che dovrebbe esserci un accordo tra lo stato e i datori di lavoro perch\u00e9 riescano a dare una mano alla gente che lavora per avere almeno un\u2019ora o due al giorno per frequentare la scuola.<br \/>Io quando sono arrivato qua ho fatto una scelta personale, quella di andare a scuola per imparare perch\u00e9 la lingua \u00e8 una cosa importante nella vita, sia per cercare lavoro che per creare amicizie.<br \/>\u00a0\u00a0 \u00a0Presente anche Paola Mistrali, dell\u2019associazione Passaparola, una scuola per migranti impegnata da 7 anni sul fronte dell\u2019insegnamento della lingua e della cultura italiana che conta centinaia di iscrizioni ogni anno.<br \/>Uno degli obbiettivi della nostra scuola \u00e8 quello di favorire l\u2019integrazione e di fronte a questo test noi ci interroghiamo su come uno stato possa imporre dall\u2019alto un test senza fornire adeguate risorse. C\u2019\u00e8 quindi uno stato assente che pretende delle cose. Il test in realt\u00e0 vale non come prova di italiano ma come strumento di esclusione in quanto lega l\u2019esercizio di una serie di diritti ad un test, diritti che dovrebbero essere garantiti indipendentemente dalla competenza linguistica. Non possiamo costituire delle fasce di cittadini di serie A e di serie B perch\u00e9 contraddice completamente l\u2019articolo la nostra Costituzione.<br \/>\u00a0\u00a0 \u00a0Al sit-in ha partecipato inoltre una dei 14 docenti dei CTP della provincia di Reggio che a titolo individuale hanno sottoscritto un documento per chiedere al Prefetto una riflessione pubblica in merito al decreto ministeriale del 4 giugno 2010. Annalisa Govi sintetizza cos\u00ec le priorit\u00e0 su cui riterrebbe necessario porre attenzione: Prima di tutto vorrei citare la costituzione, che all\u2019articolo 3 comma due dice che \u00e8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine sociale che limitano l\u2019uguaglianza dei cittadini e impediscono l\u2019effettiva partecipazione di tutti i lavoratori alla vita pubblica e sociale del paese. Questo \u00e8 ovviamente anche uno dei compiti primari della scuola e quindi del CTP. Con questo decreto invece mi chiedono di lavorare per condizionare l\u2019accesso di alcune persone ai diritti di tutti. E\u2019 il contrario di quello che ho sempre fatto e in cui ho sempre creduto come docente. La bocciatura al test non \u00e8 la bocciatura ad un esame di maturit\u00e0 o ad un esame di materia. E\u2019 una bocciatura che impedisce di ricevere l\u2019assegno di maternit\u00e0 alle donne, che ti obbliga a pagare 100 euro (tra poco 200) ogni due anni per ogni componente della famiglia per rinnovare il permesso di breve periodo, \u00e8 una bocciatura che ti rende la vita difficile fino al possibile ritorno alla clandestinit\u00e0 in mancanza di un lavoro .<br \/>\u00a0\u00a0 \u00a0Inoltre questo \u00e8 un esame che allo stato attuale dei fatti alcune persone non potranno mai superare. Ci sono persone che non hanno potuto usufruire di un percorso scolastico di base nel loro paese, non hanno potuto acquisire strumenti culturali e linguistici sufficienti. E per queste persone , se non c\u2019\u00e8 un deciso incremento delle possibilit\u00e0 formative, la bocciatura al test \u00e8 una certezza.<br \/>Non \u00e8 una novit\u00e0 di questi tempi che si non si investa sulla formazione, sulla cultura, sulla scuola. Strano che per questo esame (e non per una politica seria di inserimento sociale e culturale) si sia disposti ad investire circa 1000 euro mensili in ogni citt\u00e0 italiana. Crediamo che questo esame non serva a migliorare la gestione del fenomeno migratorio, ma soprattutto non produca integrazione, n\u00e9 interazione. <\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"right\"><font face=\"courier new,courier\">meltingpot.org <\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0 Mercoledi mattina si sono svolti al CTP di Reggio Emilia i primi test di italiano per cittadini extracomunitari che richiedono il permesso di soggiorno Ce di lungo periodo (ex Carta di soggiorno). 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